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WALKER KEITH JERNIGAN, REFLECTORS: FILLING THE VOID
Press release


  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

  • Reflectors, 2013, oil and enamel on board, 30 x 24 cm

  • Passageway, 2014, Sculpture, mixed media, 83,5 x 177 cm


  • Father, father, father, 2014, oil on linen, 80 x 110 cm

  • Stand the line, 2013, oil and enamel on canvas, 142 x 178 cm

  • Name book, Walker Keith/Name book, Jernigan, 2014, oil and enamel on board, 25 x 30 cm (each one)

  • Name book, Walker Keith/Name book, Jernigan, 2014, oil and enamel on board, 25 x 30 cm (each one)

  • Self-portrait with glass eyes, 2014, oil on board and glass, 25,4 x 33,5 cm

  • Great grandfather, Edwin Keith, 2014, oil on linen mpunted on board, 122 x 185 cm

  • Grandmother as a girl, 2014, oil on canvas, 100 x 160 cm

  • Mother circa 1979, 2013, oil and enamel on board, 24 x 30 cm

  • Sister, 2014, oil on board, 42 x 53,5 cm

  • Filling the void, 2014, framed mirror and acrylic on wall

  • Exhibition view, Boccanera Gallery 2014, Reflectors: filling the void

Walker Keith Jernigan, Reflectors: filling the void

Walker Keith Jernigan in residence  (1 - 30 maggio 2014 | May 1 - 30, 2014) - Boccanera Gallery, Trento
a cura di | curated by Daria Filardo

Catalogo con contributi del curatore | Catalogue with essay of the curator

Sfoglia il catalogo della mostra | Browse the exhibition catalogue
Reflectors: filling the void

Inaugurazione sabato 24 maggio 2014 h 19.00 | Opening on Saturday, May 24, 2014 h 7:00 pm

24 maggio - 31 luglio 2014 | May 24 - July 31, 2014


(for the english version, please scroll down)

L'artista americano Walker Keith Jernigan è stato selezionato per una residenza da Boccanera Gallery a Trento. Il progetto site specific sviluppato da Jernigan è un'indagine - pittorica e processuale - sui residui della memoria, sulle implicazioni della costruzione di una storia personale per immagini. L'artista ha realizzato una serie di ritratti su diversi supporti, oggetti e un'installazione legati alla storia familiare. Il lavoro condotto in residenza sarà esposto in una mostra che inaugura il 24 maggio negli spazi della galleria. La memoria è selettiva. Omette, sceglie, riorganizza, nel tempo ristruttura. La memoria si potrebbe dire quasi all'opposto di quanto appena detto mantiene situazioni, frammenti di esperienza. Walker Keith Jernigan ha lavorato sul tempo della memoria, sulla sua storia familiare, quella direttamente conosciuta e quella sentita dai racconti e documentata dalle parole e dalle immagini. Nel frangente di tempo condensato trascorso in residenza da Boccanera Gallery, ha lasciato che molti volti emergessero e fossero come improvvise illuminazioni in un cielo buio, di un blu intenso, notturno. I ritratti costruiscono una costellazione, nello spazio della galleria si organizzano, disegnano delle traiettorie, nuclei che riuniscono figure (genitori e figli) che si intersecano con altre (zii, nonna, fidanzata) tessendo relazioni non facilmente districabili agli occhi del visitatore ma chiare all'artista che ci mette in mezzo ad un gioco di rimandi  e legami di cui diventiamo parte. Lo spazio della galleria sarà trasformato: pareti blu accoglieranno le tele che, come punti di luce, interromperanno lo spazio indistinto della memoria. Uno spazio dal quale l'artista volontariamente lascia affiorare frammenti. L'artista, per questo progetto, traspone immagini fotografiche in oggetti pittorici. L'iniziale immagine dell'album di famiglia fotografico viene tradotta in pittura attraverso un procedimento di osservazione e riscrittura segnica. L'artista non riproduce l'immagine fotografica proiettandola sulla tela quanto piuttosto usa la costruzione pittorica come dispositivo che attraverso i suoi segni e le sue tracce rappresenta un'immagine più vicina alla verità contenuta nella memoria. Al tempo stesso, la pittura racconta di un discorso su sé stessa, della condizione di essere strumento - nella sua articolazione complessa - capace di una fortissima capacità comunicativa universale. Tutto lo spazio della galleria diventa quindi un sistema organico che tiene insieme i singoli pezzi, e pone noi visitatori d'improvviso dentro un'altra storia, un'altra mente, un'altra dimensione, non come spettatori contemplativi ma come attori partecipi. Oggetti pittorici quali libri chiusi fatti con pezzi di legno sulle cui copertine sono scritti i nomi di famiglia; tele e supporti di diverse dimensioni che sottolineano insieme presenza e intimità nel riportare a galla la memoria; e infine una sezione più marcatamente installativa in cui una porta  (che contiene, fisicamente incastrate, due tele, un dialogo d'amore) dialoga con una frattura nel terreno che forma un fiume, scavato a terra. Tutti questi elementi sono parte del lavoro processuale e pittorico che Walker Jernigan ha condotto durante la residenza e che vengono offerti al visitatore come un insieme misterioso e pieno di risonanze in cui ognuno di noi può ritrovare rispondenza.


Walker Keith Jernigan (Atlanta, Georgia - USA, 1989. Vive e studia a Firenze).
Il medium pittorico è il dispostivo principale usato dall'artista per esplorare le tensioni umane e spaziali che vengono trasformate in segno. La pittura è una relazione con l'altro, un'indagine sulla rappresentazione che racconta la percezione, il dialogo che si instaura fra il soggetto e l'artista. Il lavoro si articola in un continuo rispecchiamento e proiezione reciproca. La dimensione temporale della pittura di Walker Keith Jernigan si esprime in un approccio processuale che si articola in una complessa stratificazione di segni. La pittura diventa soggetto e oggetto di indagine, analizza lo spazio e le cose fuoriuscendo dalla dimensione della cornice e diventando esperienza.

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Daria Filardo é storica dell'arte e curatrice indipendente, vive a Firenze. Insegna 'Arts management and event planning' e coordina il final project del Master in Arts Management allo IED – Firenze, insegna ' Contemporary art practices' al MFA e undegraduate program, Saci Firenze, e 'Storia dell'arte contemporanea', Fondazione Studio Marangoni (2001/20011). Dal 1998 al 2000 ha lavorato come curatore al Palazzo delle Papesse di Siena. Dal 2001 è curatore indipendente. Scrive su cataloghi e a volte su riviste. Si interessa a progetti a lunga scadenza che articola negli anni come 'Distanza come identità?', le pratiche partecipative come processo, la memoria come frattura.

 

(english version)

The American artist Walker Keith Jernigan has been selected for a residence at Boccanera Gallery in Trento. The site specific project developed by Jernigan is a research – pictorial and processual – about the memory’s elements, about the implications of the construction of a personal history. The artist has realized a series of portraits on different supports, objects and an installation linked to his family’s history. The work, achieved during the residence, will be show in the exhibition that will open on the 24th of May in the gallery’s space. Memory is selective. It omits, make choices, reconstructs in the course of time. Or it can be said (almost at the opposite) that memory holds situations and experience’s fragments. Walker Keith Jernigan has worked on the time of memory, on his family’s history; the one directly known and the one heard from words and documented by images. In the condensed time spent in the residence at Boccanera Gallery, the artist lets many of the protagonists of this narration  appear and be unexpected illuminations in a dark nocturnal blue sky. The portraits constitute a constellation, they organize themselves in the gallery’s space, they draw trajectories, nuclei that reunite figures (parents and sons) that cross themselves with others (uncles, grandmother, girlfriend) weaving relationships not easy to untangle in visitors’ eyes but clear for the artist that put us in a cross reference’s play and bonds of which we become part. The gallery’s space will be transformed: blue walls will receive the paintings that, as points of light, will interrupt the faint space of memory. A space from which the artist lets fragments emerge. For this project, the artist transposes photographic images in pictorial objects. The starting image of the family album is translated in painting through an observation and symbolic rewriting process. The artist doesn’t reproduce the photographic image by projecting it over the canvas but rather he uses the pictorial construction as a device that represents an image closer to the truth included in the memory through its signs and its traces. Painting in these works, at the same time, tells about a conversation about itself, about the condition of being a complex tool capable of a very strong universal ability of communication. The space of the gallery becomes an organic system that holds together every single piece and puts the visitors in another history, another mind, another dimension, not as a contemplative spectators but as participating actors. The artist realized pictorial objects, closed books, realized with pieces of wood, where the family names appear; canvases and supports of different dimensions that underline both presence and intimacy in bringing to light the  fragments of memory; and a more installation section in which a door (that physically contains two paintings, a love dialogue) is put in relation with a fracture in the floor, an excavated space that forms a river, a liquid indistinct place. All this elements are part of the processual and pictorial work that Walker Keith Jernigan has realized during the residence and that are offered to the visitors as a mysterious combination full of references in which each one of us can find internal echos and correspondence.

 

Walker Keith Jernigan (Atlanta, Georgia - USA, 1989. Lives and studies in Florence) .In 2012 he graduated from Furman University in South Carolina (USA) with A BFA in Fine Arts. Currently pursuing a MFA in painting at SACI in Florence Italy. His reaserch uses the device of painting to explore human and spatial tensions which are transformed in signs. Painting is percieved as a relation with the other, an investigation on representation that narrates the perception process and the dialog the artist has with the subject. The artists' research is articulated in a continuos projection and mirroring experience.The temporal dimension of the works is expressed in a processual approach which is then articulated in a complex stratifications of signs. Painting is itself subject and object of analysis. It comes out of the traditional dimension to become an experiential understanding of the subject.

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Daria Filardo is historic of art and indipendent curator, lives in Florence.
She teaches 'Arts management and event planning' and coordinates the final project of Master in Arts Management at IED – Florence, she teaches ' Contemporary art practices' at MFA and undegraduate program, Saci Firenze and 'History of contemporary art', Studio Marangoni Foundation (2001/20011). From 1998 until 2000 she worked as curator at Palazzo delle Papesse in Siena. From 2001 she is indipendent curator. She writes on catalogues and sometimes on magazines. She is interested in long notice projects that structures through the years as 'Distance as identity?', the active practices as process, memory as fracture.