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FOR ME, ABSTRACTION IS REAL! Young Painters from Poland
Press release


  • Tomek Baran, Aljcia Bielawska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Aljcia Bielawska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Aljcia Bielawska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Tomek Baran, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Tomek Baran, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Tomasz Kowalski, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Tomasz Kowalski, Katarzyna Przezwańska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Katarzyna Przezwańska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Katarzyna Przezwańska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Katarzyna Przezwańska, Justyna Kisielewska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Piotr Łakomy, Justyna Kisielewska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

  • Piotr Łakomy, Justyna Kisielewska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery


  • Katarzyna Przezwańska, Tomek Baran, Aljcia Bielawska, Exhibition view, 2015, For me, abstraction is real!, Boccanera Gallery

For me, abstraction is real!
Artisti | artists: Tomek Baran, Alicja Bielawska, Justyna Kisielewska, Tomasz Kowalski, Piotr Łakomy, Cezary Poniatowski, Katarzyna Przezwańska

a cura di | curated by: Katarzyna Kołodziej, Magdalena Komornicka

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For me, abstraction is real!

Inaugurazione venerdì 16 gennaio 2015 h 19:00 | Opening on Friday January 16, 2015 h 7:00 pm 

17 gennaio - 31 marzo 2015 | January 17 - March 31, 2015
prorogata fino al 30 aprile 2015 | extended until April 30, 2015
Boccanera Gallery, Trento, Italy

(for the english version, please scroll down)

Nella molteplicità di atteggiamenti e strategie artistiche rappresentate da giovani pittori polacchi (nati negli Anni Ottanta), di cui non c’è niente però che diventi principale e meriti di essere chiamato “una corrente” o nemmeno “una moda”, presentiamo da Boccanera Gallery quello che ci sembra fresco e sembra che abbia un potenziale massimo ossia l’aspirazione alla semplicità. Gli interessi degli artisti presentati alla mostra ruotano intorno ad un’astrazione ed un minimalismo ampiamente compresi. La mostra contiene le opere basate su soluzioni grafiche e geometriche, sull’analisi della macchia e della linea, sullo studio del colore, delle sue qualità, del suo potere o dell’impotenza e sui limiti o possibilità che ne risultano; sull’allontanarsi dalla tela verso altri materiali, sul passare da due dimensioni allo spazio e, inoltre, sull’inserimento letterale della luce, del tempo e dello spazio dentro la tecnica pittorica.

La narrazione della mostra guiderà lo spettatore partendo dalle opere in cui è visibile un’aspirazione alla semplicità e alla geometrizzazione, attraverso l’astrazione coloristica, fino al minimalismo radicale e alla rinuncia completa alla tela. Il punto di partenza sono le tele di Cezary Poniatowski (nato nel 1987) ¬– grafiche, in bianco e nero, sulle quali appaiono figure umane, facce, nature morte con piante e la tipografia, tutto questo però prende la forma di monocromatiche tonalità, macchie, linee, contorni che diventa un’astrazione geometrica, nella quale solo dopo un attimo si scoprono nascosti classici soggetti pittorici, ispirazioni romantiche o addirittura senso dell'umorismo. Un percorso simile sta seguendo Justyna Kisielewska (nata nel 1986) che fila le proprie storie dipingendo con il bianco sulla tela coperta d’imprimitura dello stesso colore. Così i suoi racconti diventano quasi invisibili in modo che lo spettatore stia davanti a grandi tele pure e solo grazie a sottili differenze di fattura tra la vernice acrilica e l’imprimitura, in una luce idonea, possa riconoscere le storie in loro nascoste, le quali – come risulterà – possono sia divertire che spaventare. Tomasz Kowalski (nato nel 1984) trasforma le sue pitture in forme spaziali e grafiche, usando tecniche ormai dimenticate della metaloplastica. Le tele multitrama, con tanti piani e colme di colore, diventano giochi enigmistici in cui l’unico strumento dell’artista è la linea e il contorno. Grazie a questo semplice metodo, l’intensità delle opere su tela viene minimizzata ma le storie narrate dall’artista riecheggiano ancora. L’arte di Tomek Baran (nato nel 1985) è caratterizzata da un minimalismo radicale, attenzione di un colorista, nonché dalle crepature, distorsioni e deformazioni realizzate attraverso un gioco con i telai. I suoi quadri monocromatici diventano sculture coperte di tela. Sembra che per l’artista sia importante la materialità dello smalto che crea sulla tela specchi luccicanti nei quali sono visibili le relazioni tra luce e ombra. Un passo ancora in avanti fa Piotr Łakomy (nato nel 1983) il quale abbandona completamente la classica tecnica pittorica. L’artista utilizza nelle sue opere oggetti di uso quotidiano, le loro parti, i visceri, i materiali e le sostanze. Crea quadri molto delicati e ripetibili su lastre offset di alluminio, estraendo la loro struttura da specchio, sottolineando la loro sensibilità alla luce e inserendo lo spettatore nel processo della creazione di sistemi spaziali e composizioni in un determinato ambiente e tempo. Lo spazio dello spettatore viene creato anche da Alicja Bielawska (nata nel 1980) attraverso i suoi “esercizi sulla corda”. Sottili e colorite sculture che assomigliano alle scalette da parco giochi, si richiamano alle tradizioni modernistiche e fanno venire in mente l’attenzione dei funzionalisti per il colore e il materiale.
Al fine di creare un’opera “site specific” abbiamo invitato Katarzyna Przezwańska (nata nel 1984) per la quale il colore è diventato uno strumento artistico di base. L’artista che nelle sue opere si riferisce alle tradizioni pittoriche dell’avanguardia, annetterà e trasformerà modificando coloristicamente lo spazio della galleria. Il colore servirà come uno strumento per effettuare un’analisi dell’ambiente, le qualità di ogni colore in sistemi geometrici estrarranno e sottolineeranno funzioni di tutte le stanze e divisioni architettoniche. Questo lavoro costituirà anche lo sfondo o l’allestimento per tutte le opere presentate alla mostra. Katarzyna Kołodziej, Magdalena Komornicka

Katarzyna Kołodziej (nata nel 1985) & Magdalena Komornicka (nata nel 1986)
Lavorano in un gruppo curatoriale presso Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte a Varsavia, una delle più antiche istituzioni culturali della Polonia che presenta l’arte contemporanea polacca e internazionale. Hanno collaborato all’organizzazione delle mostre di artisti come Marlene Dumas, Neo Rauch, Victor Man, Katarzyna Kozyra, Piotr Uklański, Paulina Ołowska e ai progetti di tante mostre collettive. Nel 2012 in un duetto curatoriale presentarono presso Zachęta la mostra HULS / HOOLS, dedicata al teppismo artistico. Nel giugno del 2015 si terrà la 3. edizione del festival THE ARTISTS, realizzato da loro insieme a Stanisław Welbel, durante il quale vengono organizzati i concerti ed i progetti sonori degli artisti di arti visive.

(english version)

In the multitude of artistic positions and strategies represented by the young generation of Polish painters (born in the 80s), none of which has become dominant and deserves to be called a current or even a trend, we present what seems to us the aspect that is most fresh and has the greatest potential: the striving for simplicity. The interests of the artists presented at the exhibition circle around the issues of abstraction and minimalism, understood in a broad sense. The exhibition focuses on works based on graphic and geometric solutions, on the analysis of patches and lines, on the investigation of colour, its properties and powers or the lack of them, and the limitations or possibilities associated with this. And finally also to the departure from the canvas to other materials, of a transition from two dimensions into spatial forms and also a literal inclusion of light, time and space into the scope of painterly practice.

The narration of the exhibition leads the viewer from works in which can be seen a striving for simplicity and geometrification, through colourist abstraction right up to a complete resignation from canvas and a radical minimalism. The starting point are the graphic, black and white canvasses of Cezary Poniatowski (born 1987), on which appear human figures, faces, botanical still lives and lettering, all of which however takes the form of monochromatic tints, stains, strokes and contours that come to constitute a geometrical abstraction in which, only after a time, turn out to be hidden classic painting themes, romantic inspirations and even a sense of humour. A similar path is followed by Justyna Kisielewska (born 1986), who spins her tails by painting in white colour on a white grounded canvas. The stories she tells in this way become virtually invisible, and the viewer stands before big, clean canvases and only thanks to delicate differences in the texture of the acrylic colour and the grounding is it possible, under the right light, to discern the hidden stories, which seem amusing and alarming in equal measure. Tomasz Kowalski (born 1984) transforms his paintings into spatial graphic forms by using metal-plastic. The many themed, many levelled, full of colour canvasses become graphic, transparent puzzles, in which the artist's only tool is the line/contour. Through this simple device the intensiveness of the works on canvas is reduced to a minimum, but the stories told by the artist still resonate. The work of Tomek Baran (born 1985) is characterised by a radical minimalism, a care for colour-schemes and a fissuring, deforming and misshaping achieved through a play with frames. His monochromatic images become sculptures covered with canvas. The essential thing for the artist appears to be the materiality of enamel paints which create on the canvas reflective sheets in which are visible the relations between light and shadow. A step further is taken by Piotr Łakomy (born 1983), who totally rejects classic painting techniques. The artist makes use in his work of everyday objects, of their elements, interiors, materials and substance. He creates very delicate and repeatable monochromatic paintings on aluminium plates, accentuating their reflective structure, underling their sensitivity to light and involving the viewer in the process of creating spatial arrangements/compositions in a particular space and time. The space of the viewer is also organised by Alicja Bielawska (born 1980) through her “exercises with lines”. Her subtle, coloured sculptures recalling the metal pipes of little ladders on children's playgrounds relate to the modernist tradition and bring to mind the attention to colour and materials of the functionalists. We have invited Katarzyna Przezwańska (born 1984), an artist whose principal tool is colour, to create a site specific work. The artist, who in her work makes reference to the avant-garde painting tradition, annexes and colouristicly transforms/modifies the architecture of galleries. Colour serves as a tool for the investigation of space, with the properties of particular shades in geometric arrangements bringing out and underlining the function of all the architectural spaces and divisions. This work will also serve as a background or a frame for all the other objects presented at the exhibition. Katarzyna Kołodziej, Magdalena Komornicka

Katarzyna Kołodziej & Magdalena Komornicka
Work as part of the curatorial team at Zachęta – National Gallery of Art in Warsaw, one of the oldest cultural institutions in Poland engaged in the presentation of Polish and international contemporary art. They have collaborated on the exhibitions of such artists as Marlene Dumas, Neo Rauch, Victor Man, Katarzyna Kozyra, Piotr Uklański, Paulina Ołowska and on the production of many group exhibitions. As a curatorial duo in 2012 they presented in Zachęta the exhibition HULS / HOOLS dealing with artistic hooliganism. Since 2013 along with StainsławWelbel, they have curated the festival THE ARTISTS, wich showcases concerts and sound projects of visual artists.