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TESTIMONY – TRUTH OR POLITICS: The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars
Press release


TESTIMONY – TRUTH OR POLITICS
Il concetto di testimonianza nella commemorazione delle guerre jugoslave
The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars

BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO - IT
17 novembre - 8 dicembre 2017 | November 17 - December 8, 2017

Inaugurazione: venerdì 17 novembre dalle ore 18:00 alle ore 21:00
Opening: Friday, November 17 6:00 pm - 9:00 pm
 

(for the english version, please scroll down)

Sono passati 25 anni dall'inizio delle guerre jugoslave: guerre che hanno infranto la speranza di pace duratura in Europa che le strutture costruite dopo la Seconda guerra mondiale avrebbero dovuto garantire. Nel processo di costruzione del nazionalismo, durante e dopo i conflitti, gli establishment di ciascun paese della secessione e successione jugoslava hanno usato le testimonianze – nei media, nei testi scolastici o nelle mostre – per giustificare la propria posizione nazionale, etnica o religiosa, mettendo a tacere ogni voce alternativa tramite diretta repressione politica e sistematica cancellazione del quadro di riferimento che collega queste testimonianze alla realtà che pretendono di rappresentare. Questa esposizione trova il suo punto di partenza nelle testimonianze di chi ha preso parte alla guerra e di chi ha manifestato contro la guerra: soldati e attivisti, intervistati dai loro pari – compagni di battaglia, parenti, vicini, artisti e attivisti. Le testimonianze mostrano il funzionamento del sistema e la continuità e discontinuità nel tempo: è proprio questa testimonianza che rivela il funzionamento del sistema in tutti i suoi aspetti – politico, economico, sociale e culturale – piuttosto che la testimonianza personale della propria sofferenza, che Primo Levi definisce come politica. Le testimonianze rendono più complessa – a volte, mettono in discussione – la narrazione storica egemonica o la “verità ufficiale”, ad esempio portando alla luce motivazioni e benefici socio-economici della guerra. Riflettono inoltre un'esperienza comune di queste guerre e delle loro conseguenze. Poiché essere testimoni è un atto partecipativo, testimoniare è un atto che parla ad una molteplicità di destinatari: le persone coinvolte nella situazione su cui si testimonia, la situazione stessa del testimoniare e la costituzione di una pluralità di voci attraverso l’atto di rivolgersi a se stessi. La simultaneità di tempo e spazio crea un assemblaggio fluido di relazioni sociali fra singolare e plurale, tra intimo e politico, attivo ben oltre il momento della testimonianza e che si rinnova ogni volta che viene ascoltata. La varietà di relazioni sociali alla base della testimonianza rende complessa la sua relazione con la realtà, tanto quella esperita quanto quella in cui la testimonianza viene ascoltata. Questo la rende instabile per chi la ascolta chiedendo La Verità, ovvero un significato onnicomprensivo che costituirebbe la persona che testimonia come Soggetto e le situazioni testimonianti e testimoniate come Eventi.

Un bando internazionale ha selezionato 13 artisti e formazioni artistiche. I loro approcci al processo di produzione artistica vanno dalla ricerca d'archivio all'antropologia audio-visiva partecipativa, passando per il ripensamento statistico e tecnologico. I lavori audio esposti spaziano tra vari formati, dalla composizione e performance musicale alle installazioni audio. Inoltre, l'esposizione presenterà un portale fra archivio di testimonianze e social network, che permetterà ai visitatori di ascoltare e cercare fra le interviste (in serbo-croato-bosniaco, italiano e inglese) e inserire le proprie narrazioni. L'esposizione aprirà quindi un canale attraverso il quale queste testimonianze potranno essere ascoltate e contestualizzate.

L'esposizione è curata da Noa Treister, Dr Zoran Erić e Giorgia Lucchi Boccanera.
È parte del progetto TESTIMONIANZA – VERITÀ O POLITICA: Il concetto di testimonianza nella commemorazione delle guerre jugoslave, condotto dal Centro di decontaminazione culturale di Belgrado e co-finanziato dal Programma Europa per i Cittadini 2014-2020.

Artisti partecipanti: Ana Bunjak, Andrea Palasti + Sanja Anđelković, Jelena Marković, Kristina Marić, Lala Raščić**, Mersid Ramičević, Nikola Radić Lucati, Iula Marzulli + Marianna Fumai*, Ryo Ikeshiro + Aron Rossman-Kiss, Daniel Djamo, Dorone Paris°, Filip Jovanovski, Vlada Miladinovic 

*Iula Marzulli and Marianna Fumai, Italy
with (alphabetic order) Zoran Bale Bulatovič, Činčila, Sonja Jankov, Alban Muja, Milena Pešut, Jovana Popič, Damir Radovič, Driton Selmani, Andrej Tisma.

°Dorone Paris
Participants: Anica Drinjak, Milka, Mersida, Goca, Nusreta Sivac
Sound piece

Lala Raščić** with Peter Leonard and Damir Pečanac, Bosnia Herzegovina

Partner:
In Serbia, Centre for Cultural Decontamination, Belgrado; Museo di arte contemporanea, Belgrado; The Ignorant Schoolmaster and his Committees, Belgrado; Istituto di studi filosofici e sociali, Belgrado;
in Bosnia Erzegovina, Museo storico di Bosnia Erzegovina, Sarajevo; Università di Sarajevo - Facoltà di Filosofia; Centro di riparazione culturale e sociale, Banja Luka;
in Italia, CCI / Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Boccanera Gallery, Trentino;
in Austria, Boem, Vienna;
in Germania,  Istituto per gli studi sull'Europa orientale e sud-orientale, Regensburg.

Cofinanziato dal programma dell'Unione europea "Europa per i cittadini"

Visite guidate, a cura di Marco Abram, storico e ricercatore di OBCT/CCI, gratuite su prenotazione: lunedì 27/11, venerdì 1/12, lunedì 4/12

Per prenotare: eventi@balcanicaucaso.org

(english version)

25 years have passed since the beginning of the Yugoslav Wars. This new wars in Europe shook the perception that the structures built after WWII would ensure lasting peace. As part of the buildup of nationalism, during the conflicts and afterwards, testimonies were used by the official establishments of each country seceding and succeeding Yugoslavia - in the media, in school textbooks, or historical exhibitions - to justify their own national, ethnic, or religious position, while those that were not willing to justify these positions were silenced through direct political repression and systematic erasure of the frame of reference that relates these testimonies to the reality they presume to represent. This exhibition builds on the testimonies of war participants and antiwar activists, interviewed by their peers – fellow fighters, family members, neighbours, artists, and activists. They show the functioning of the system and the continuity and discontinuity through time. It is precisely this testimony that reveals the way the system functions in all its aspects - political, economic, social, and cultural - rather than the testimony of one’s own suffering that Primo Levi defines as political. They show that testimonies act to complexify, layer, and sometime oppose the hegemonic historical narrative or “the official truth”, for instance by exposing the socio-economic motivation and benefits of the war, as well as to reflect a common experience of these wars and their consequences. Since witnessing is a participative act, testifying is an act of speech with multiple addressees at once, in the least; those relating to the situation testified upon, the situation of testifying, and a self-address which constitutes multiple speakers. The simultaneity of time and space creates an ever changing assemblage of singular-plural social relations, intimate and political, at work much after the testimony has been given and anew each time it is heard. The diversity of social relations at the base of testimony makes its relation to reality complex, both that experienced as well as that in which testimony is heard. This makes it unstable for the purpose of the listener who demands The Truth, i.e. a comprehensive meaning which would constitute the person testifying as Subject and both testifying and testified factual situations as Events.
Thirteen artists and artistic duos were selected through an open international call. Their approaches to the process of art production range from archival research to participatory audio-visual anthropology, and statistical and technological rethinking produced audio works that display a wide range of formats (media), from music composition and performances to visual and audio installations. In addition, the exhibition will present a testimony archive - a social network portal that will allow visitors to listen and search the interviews (in BHS, Italian, and English) as well as to compile their own narratives. The exhibition will open a channel through which these testimonies can be heard and contextualised.

This exhibition is curated by Noa Treister, Dr Zoran Erić, and Giorgia Lucchi.
It is part of the project TESTIMONY – TRUTH OR POLITICS: The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars, led by The Center for Cultural Decontamination (Belgrade, Serbia) in cooperation with several cultural organisations from four European countries, and co-financed by the Europe for Citizens Programme 2014-2020.

Partecipating Artists: Ana Bunjak, Andrea Palasti + Sanja Anđelković, Jelena Marković, Kristina Marić, Lala Raščić, Mersid Ramičević, Nikola Radić Lucati, Iula Marzulli + Marianna Fumai, Ryo Ikeshiro + Aron Rossman-Kiss, Daniel Djamo, Dorone Paris, Filip Jovanovski, Vlada Miladinovic 

Partners are:
In Serbia - Centre for Cultural Decontamination, Belgrado;  The Museum of Contemporary Art, Belgrade; The Ignorant Schoolmaster and his Committees, Belgrado; The Institute for Philosophy and Social Studies, Belgrade
In Bosnia Herzegovina - Historical Museum of Bosnia and Herzegovina, Sarajevo; University of Sarajevo - Faculty of philosophy; Centre for Cultural and Social Repair, Banja Luka;
In Italy - Osservatorio Balcani e Caucaso | Transeuropa and Boccanera Gallery, Trentino;
In Austria - Boem, Vienna;
In Germany - The Institute for East and South East European Studies in Regensburg.

Co-financed by the Europe for Citizens Programme of the European Union