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NEBOJŠA DESPOTOVIĆ / ENZO CUCCHI, LA PELLE DI SERPENTE
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  • Nebojša Despotović, Old Truth Collapses, 2015, acrylic and collage on paper, 260 x 316 cm

(for the english version, please scroll down)

NEBOJŚA DESPOTOVIĆ / ENZO CUCCHI

LA PELLE DI SERPENTE

TRA - Ca' dei Ricchi, via Barberia 25, Treviso
29 marzo - 17 maggio 2015
Inaugurazione 28 marzo, h 18:30

A cura di: Daniele Capra
trevisoricercaarte.org

Treviso Ricerca Arte è lieta di annunciare La pelle del serpente, doppia personale di Enzo Cucchi e Nebojša Despotović che raccoglie una quindicina di opere dei due artisti – dipinti su tela, su carta e una scultura in bronzo – realizzate appositamente per lo spazio. La mostra, curata da Daniele Capra, nasce da un’indagine mirata a sviscerare le potenzialità rigenerative che la pittura possiede e rendere manifeste le istanze grazie alle quali tale disciplina continuamente evolve/muta la propria forma e la propria grammatica alla ricerca di nuovi equilibri che ancora sfuggono alla realtà che noi percepiamo. L’evento espositivo è inoltre occasione di mettere a confronto un autore maturo ed internazionalmente riconosciuto con uno dei giovani esponenti della pittura italiana. Correda la mostra un catalogo, che sarà presentato nel mese di aprile, con la documentazione delle opere nonché testi di Tiziano Scarpa e del curatore.
Cucchi e Despotović sono stati chiamati a relazionarsi con il piano nobile di Ca’ dei Ricchi, che è nel contempo intimo luogo famigliare e spazio urbano di relazione. Le finestre, la luce cangiante della città, la volumetria ritmata dal pavimento e dal soffitto lignei, la presenza irregolare di bifore e trifore gotiche, ne fanno un luogo di interesse e di particolare stimolo poiché per sua stessa natura muove gli artisti all’elaborazione di soluzioni visive non ordinarie e non precostituite. Ciò consente di declinare la pratica della pittura in modalità estensiva ed eversiva, all’inesausta ricerca delle polimorfiche evoluzioni che possono scaturire dalla superficie.
La pelle del serpente racconta come la pittura sia pratica bidimensionale che usa qualsiasi tipologia di spazio e supporto, anche quando esso è apparentemente in contraddizione alle sue definizioni e alle sue regole. L’opera può essere infatti la carta ricucita di un paravento, la tela che va guardata frontalmente oppure la tenda che lascia passare la luce dalle finestre. Ma, in maniera estensiva, anche un’opera tridimensionale può essere il risultato della metabolizzazione degli stimoli esplorativi da parte dell’artista, in un’irrefrenabile tendenza al trasformismo e al cambio di identità.
I lavori di Cucchi e Despotović dimostrano come la pittura sia disciplina che prosegue per continue germinazioni, portandosi in dote tutto quello che intenzionalmente ha lasciato alle proprie spalle. È esercizio quotidiano che ingloba e si appropria degli stimoli del mondo per sintetizzarne, in maniera alchemica e oscura, l’energia psichica. È pratica mentale platonica di impossessamento di una superficie da dipingere, che rimane in attesa dell’artista per essere fecondata. La pittura è come la pelle di un serpente che ad ogni stagione prende nuova forma, abbandonando il disegno della vecchia epidermide e le trame dalla dell’animale passato per lasciare spazio alla foggia del nuovo essere destinato a prenderne il posto. 


(english version)

NEBOJŚA DESPOTOVIĆ / ENZO CUCCHI

LA PELLE DI SERPENTE

TRA - Ca' dei Ricchi, via Barberia 25, Treviso
March 29 – May 17, 2015
Opening March 28, 6.30 pm

Curated by: Daniele Capra
trevisoricercaarte.org

“La pelle del serpente” grows up from the idea of comparing the art activity of two artists like Enzo Cucchi and Nebojša Despotović, whose research aspires to visuals solutions that aren't ordinary or preestablished. The painting is for them like infinites pages wrote with pensil with the right hand while the left hand erases progressively the words. The painting is like the snake skin that every season takes a new form, leaving the motif of the animal old skin for give way to the new being, that will take his place. The painting is a platonic mental practise of taking over the surphace of the painting, that waits the artist for being visible and fecundated.