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RICHARD LOSKOT, TEORIE SPIRÀLY
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RICHARD LOSKOT

TEORIE SPIRÀLY 

Gallerie D9, České Budějovice, Czech Republic
May 27 – June 19, 2015
Opening 26 May, h. 5:00 p.m.

(for the english version, please scroll down)

IT
L'opera d'arte di Richard Loskot utilizza lo spazio semicircolare della galleria D9, dove presenta le sue idee sui limiti di auto-riconoscimento memore di un movimento a spirale. Loskot vede il nucleo di pensieri e teorie di Georg Wilhelm Friedrich Hegel che hanno lavorato con l'idea di un movimento di coscienza verso l'assolutezza. Questa progressione può essere confrontato con il movimento a spirale, in cui la spirale ascende da un punto di origine. Hegel ha applicato lo schema dialettico base di tesi - antitesi - sintesi, dove tutto il reale è un progresso di un conflitto e quindi è un impulso. Siamo in grado di arrivare fino al livello di immaginario superiore soltanto risolvendo il conflitto. Possiamo immaginare che la nostra attuale conoscenza vaga lungo un'orbita a forma di  cerchio. Ad un certo punto, si arriva al punto di conflitto, dove tutto sembra essere diverso. Dopo aver trovato la soluzione logica a questo conflitto, il cerchio si apre e si arriva a un livello più alto.

Possiamo osservare questo progresso costante e irreversibile, dove l'attualità apparentemente disomogenea ha un collegamento comune e ci ricorda il movimento a spirale, nelle scienze naturali, dalla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin attraverso l'astronomia con teoria del Big Bang di Gamow. La cosa più affascinante sulla “teoria della spirale” è, che anche i partecipanti del movimento non sanno, quando il cerchio si chiude e si può procedere al più alto livello. Hegel parla nella sua filosofia della storia del cosiddetto trucco della mente, dove l'obbiettivo del progresso storico è realizzato da individui attivi, anche se raramente conoscono il loro movimento storico. Questo fatto è interessante per quanto riguarda la teoria moderna del genetista americano Eugene McCarthy secondo il quale il genere umano potrebbe evolvere solo perché la femmina scimpanzé  ha copulato con un maiale. Resta la domanda, se questa teoria non è solo un'altra svolta di questa storia a spirale dell'origine dell'uomo?

Richard Loskot visualizza la teoria spirale in una istallazione “site specific”. Utilizza un proiettore rotante puntato su una tela a forma di cerchio, proietta un record di uno spazio diverso. Il proiettore continua a ruotare. Su questa proiezione in movimento, lo spettatore osserva una sequenza di film che continua ciclicamente a tornare, ma l'azione registrata prolifera. Ciò va riferirsi alla spirale, che inizia in un punto, ma il suo contenuto cresce. Il proiettore si muove veloce come ha fatto la fotocamera. Il film crea una sensazione di essere in una stanza buia con una luce del flash, dove la luce divulga  cose distribuite. Lo spettatore diventa un osservatore obiettivo di un anellino della spirale, la cui durata non è possibile prevedere. Il centro d'interesse di Richard Loskot sta nella fisica e negli ultimi anni si è specializzato sul lascito della filosofia occidentale. I suoi oggetti e installazioni lavorano primariamente con fenomeni fisici di base, come la luce e il suono. Composizioni spaziali sottili creano uno specifico luogo/ laboratorio nella galleria, dove Loskot tenta una ricerca di rapporti di solito invisibili, che ci circondano. Per quanto riguarda la sua concezione dello spazio e del suo lavoro con lo spettatore, che crea un'impressione unica di opere d'arte, la sua opera si avvicina al pensiero dell'artista danese Olafur Eliasson. Eliasson lavora con i fenomeni di base, come la luce o il suono come Loskot. Egli crea un ambiente unico con le sue istallazioni, dove si permette allo spettatore di capire la propria collocazione nello spazio e le loro capacità percettive entrano in contatto con lo spazio. L'installazione spaziale di Eliasson nella biblioteca della città danese di Kolding presenta una certa quantità di parallelepipedi e spirali appese al soffitto e collocate in due atri interni. Le spirali vengono collegate a sensori sul tetto della biblioteca, che raccolgono informazioni sul tempo e soprattutto il moto del vento. Questo è ciò che le spirali riflettono durante il fine settimana. Eliasson richiede lo stato della biblioteca stessa  nella società attuale e lo vede come solido punto di conoscenza, che cambia durante il tempo indipendentemente  dalla perdita del suo significato.  Le Spirali, che portano questo record di tempo per trasformare in estensione un certo momento, riflettono questo fatto.

Anche se le opere di Richard Loskot e Olafur Eliasson vengono create in un contesto di localizzazione diversa, è una prova che l'arte moderna è attenta ai fenomeni di base non visibili a prima vista, che accadono intorno a noi. Le opere di entrambi gli artisti citati trasmettono un'esperienza unica che si riferisce alla domanda essenziale del nostro posto stessi nel mondo, e delle possibilità e dei limiti della nostra conoscenza.
 

EN
The artwork of Richard Loskot uses the semicircle space of the D9 gallery, where he introduces his ideas about limits of self-recognition remindful of a spiral motion. Loskot sees the core in thoughts and theories of Georg Wilhelm Friedrich Hegel who worked with the idea of a motion of consciousness towards the absoluteness. This progression can be compared to the spiral motion, where the spiral ascends from a point of origin. Hegel applied the basical dialectical scheme thesis – antithesis -synthesis, where everything real is a progress and a conflict is an impuls. We can get up to the imaginery higher level only by solving the conflict.

We can imagine, that our present knowledge wander along an circle orbit. At some point, it gets to the point of conflict, where everything seems to be different. After finding the logical solution to this conflict, the circle opens up and we get to the higher level.

We can observe this consistent and irreversible progress, where ostensibly inhomogeneous actualities have common link and they remind us of the spiral motion, in natural science - from the evolution theory of Charles Darwin across astronomy to Gamow's big bang theory.

The most fascinating thing on the spiral theory is, that even participants of the motion do not know, when the circle closes and they proceed to higher level. Hegel talks in his philosophy of history about so-called trick of mind, where the objective historical progress is made by active individuals, although they rarely know about their historical motion. This fact is interesting regarding the modern theory of American geneticist Eugene McCarthy accroding to whom the human rase could only evolve because the chimpanzee female copulated with a pig. There remains the question, whether this theory is not only another turn of this spiral story of the origin of man?

Richard Loskot visualises the spiral theory in a site specific instalation. Using a rotating projector pointed on a circle canvas, he projects a record of a different space. The projector keeps rotating. On this moving projection, the viewer watches one movie sequence which keeps cyclically coming back, but the recorded action proliferates. It refers to the spiral, that starts in one point, but its content grows. The projector moves as fast as the camera did. The movie creates a notion of being in a dark room with a flash light, where the light discloses deployed things. The viewer becomes an objective observer of one ringlet of the spiral, which duration we cannot anticipate.

The centre of Richard Loskot's interest lies in physics and in the recent years he specializes on the legacy of western philosophy. His objects and instalations work primarly with basic physical phenomenons, such as light and sound. Subtile space compositions create specific place/lab in the gallery, where Loskot attempts a research of usually invisible relations, that surround us. Regarding his conception of the space and his work with the viewer, that create unique impression from the artwork, his work approaches the thinking of Danish artist Olafur Eliasson. Eliasson works with the basic phenomens, such as light or sound as well as Loskot. He creates an unique environment with his instalations, where he allows the viewer to understand their own emplacement in the space and their perceptive abilities they feel the space with. Eliasson's spacial instalation in the library in Danish town Kolding presents a certain amount of cuboids and spirals hung from the ceiling and placed in two inner atriums. The spirals are connected to sensors on the roof of the library, which collect information about the weather and especially the motion of the wind. That is what the spirals reflect during the weekend. Eliasson asks for the status of library itself in the present society and he sees it as a solid point of knowledge, that changes throughout the time regardless of losing its significance. Spirals, that carry this record of time to transfer it in the certain moment, reflect this fact.