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7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI
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7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI
L'Ordine degli Avvocati di Trento e il Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trento in collaborazione con Boccanera Gallery

7 marzo
Cinema Vittoria | Trento
ore 17:00 Proiezione film "Ombre della sera" di Valentina Esposito
ore 20:00 Tavola Rotonda

8 marzo 
Spazio Archeologico del Sas | Trento
ore 15:30 Convegno "Donne e Carcere" 
ore 18:30 Inaugurazione progetto espositivo "7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI"

29 marzo
Spazio Archeologico del Sas | Trento
ore 17:30 Conversazione "Antichi Pregiudizi" con Franco Marzatico
seguirà Consegna Opere progetto espositivo "7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI" con ricavato interamente devoluto ad associazioni sociali per attività a favore delle detenute e detenuti della Casa Circondariale di Trento

(for the english version, please scroll down)

IT
Uno fra i Principi irrinunciabili per, concretamente, dare risposta ad una delle nostre più profonde, dolenti, aspettative: vivere in una società, anche nella sua espressione individuale, migliore.
Un principio non negoziabile per consegnare alle generazioni future la speranza di vivere in un ambiente sociale in cui tutela dei diritti, cultura della legalità e dei principi fondanti la nostra Repubblica, siano patrimonio autentico e condiviso per poter rendere l'uomo libero consapevole e responsabile nei confronti dell'altro, degli altri viventi e del mondo circostante.
L'umanità dei trattamenti punitivi si pone come premessa indefettibile per garantire quel fine della pena tanto giusto quanto - per ancora molti - di così difficile condivisione. Umanità intesa come rispetto della dignità dell'uomo anche per coloro che hanno sbagliato, anche per coloro che hanno commesso i reati più abietti.
Non è indulgenza; non è buonismo; non è impunità; non è retorica né sofismo. È quanto di meglio l'uomo abbia potuto concepire come risposta, senza replicarla, a quel "male" di cui egli stesso è afflitto. Un male che connota spesso i comportamenti dell'uomo indipendentemente da distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
E tuttavia le carceri del nostro Paese oggi, ancora oggi, dopo la Sentenza Torregiani (quella sentenza della Corte di Giustizia che, per intenderci nel 2013, ha qualificato come inumane e degradanti le condizioni dei detenuti su suolo italiano) sono, con un giudizio insindacabile, considerate fattore criminogeno. In sostanza, per coloro che "vi restano passando" marchiati dallo stigma sociale ed esistenziale dell'ex detenuto, con-tribuiscono a generare comportamenti illeciti recidivanti. E ciò, con buona pace delle coscienze responsabili che nelle prigioni italiane quotidianamente, con fatiche improbe, lavorano in condizioni oltre i limiti della sopportazione.
Quanto alle donne detenute in questo non vi sono positivi distinguo. Anzi: espressione di una popolazione penitenziaria molto più ridotta rispetto a quella maschile, le donne per certi aspetti subiscono una condizione peggiore poiché di sostanziale maggior afflittività rispetto alla loro dignità.
Così, il tema della donna in carcere spesso si dissolve - dimenticato - fagocitato dai più pandemici quanto cronici nervi scoperti della complessiva realtà penitenziaria italiana. Nell'acuirsi ulteriormente un pregiudizio alla parità di genere, le diseguaglianze patite molto spesso dalle donne detenute rispetto alle effettive disponibili attività trattamentali, alle condizioni di vita detentiva anche in rapporto alla possibilità di mantenere relazioni con i propri nuclei famigliari di origine, impongono - come peraltro provvidamente previsto nella Delega al Governo per la riforma dell'Ordinamento Penitenziario, sulla meritoria traccia segnata dagli Stati Generali della Esecuzione Penale - una pronta risposta normativa che nel cogliere le specifiche esigenze di genere sappia restituire i minimi standard di dignità alla donna.
L'Ordine degli Avvocati di Trento in collaborazione con il Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trento per non dimenticare quanto sia urgente e non più procrastinabile una profonda riforma del sistema penitenziario italiano ha inteso organizzare una rassegna di eventi di ampio significato scientifico e culturale anche a favore della Cittadinanza per una comune cultura della pena e del superamento delle discriminazioni di genere.
Il 7 MARZO, presso la Casa Circondariale di Trento, poi al Cinema Vittoria dalle ore 17.00 alle ore 20.00, con ingresso gratuito e in favore della Comunità, sarà proiettato il film OMBRE DELLA SERA, realizzato grazie all'impegno anche di ex detenuti di Rebibbia. All'esito della proiezione seguirà una tavola rotonda con ospiti, PASQUALE BRONZO e VALENTINA EPSOSITO regista del film.
L'8 MARZO, nello Spazio Archeologico di Piazza Cesare Battisti, alle ore 15.30 prenderà avvio il Convegno dal titolo DONNE E CARCERE. Ospiti saranno RITA BERNARDINI, MARTA COSTANTINO e UGO MORELLI.
Alle ore 18.30, nel medesimo spazio, sarà inaugurato il progetto espositivo 7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI, realizzato in collaborazione con BOCCANERA GALLERY.
Il 29 MARZO, nello Spazio Archeologico di Piazza Cesare Battisti, alle ore 16.00 prenderà avvio la Conversazione dal titolo ANTICHI PREGIUDIZI, con FRANCO MARZATICO all'esito del quale seguirà la CONSEGNA DELLE OPERE DELL'ESPOSIZIONE il ricavato sarà interamente devoluto ad associazioni sociali che si occupano di attività trattamentali intramurarie in favore di detenuti ed in particolare di donne detenute. Andrea de Bertolini

L'8 marzo è la giornata internazionale delle donne: risale all'inizio del secolo scorso e dagli anni '70 è festeggiata in tutto il mondo; serve per ricordare i diritti ottenuti e sensibilizzare su quelli ancora da ottenere e sulle discriminazioni in essere. Le discriminazioni in ambito carcerario a danno delle donne sono un dato di fatto, come si desume anche dalla lettura degli atti parlamentari relativi alla riforma dell'ordinamento penitenziario di cui alla legge delega 103 / 2017, che considerano il trattamento talvolta disparitario riservato alle donne. Paradossalmente, sembra che l'esiguità del numero di donne detenute influisca negativamente sulla stessa funzione rieducativa della pena. Per questo il Comitato per le pari opportunità – nei cui fini rientra anche quello di contrastare i comportamenti discriminatori - al fine di sensibilizzare sulla questione propone, insieme al Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Trento, nella ricorrenza dell'otto marzo, alcune iniziative di confronto e riflessione ed in particolare il progetto espositivo 7+1=8 LE NOSTRE PRIGIONI, dove sette artiste ed un artista offrono le proprie opere, concretamente adoperandosi per coinvolgere il pubblico su quella che prima di tutto è una questione di civiltà, imprescindibile in uno stato di diritto. Beatrice Tomasoni


(english version)


7+1=8 OUR PRISONS
The Bar Association of Trento and the Equal Opportunities Committee of the Bar Association in collaboration with Boccanera Gallery

March 7th
Cinema Vittoria | Trento
5.00 pm Screening of the movie "Ombre della sera" by Valentina Esposito
8.00 pm Round Table

March 8th
Archaeological Space of the Sas | Trento
3.30 pm "Women and Prison" Talks
6:30 pm Inauguration of the exhibition project "7 + 1 = 8 OUR PRISONS"

March 29th
Archaeological Space of the Sas | Trento
5:30 pm "Ancient Prejudice" in conversation with Franco Marzatico
Following by the official consignment of the Works for the exhibition "7 + 1 = 8 OUR PRISONS". The revenue will be entirely donated to social associations dealing with correct facilities treatment focusing primarily on women detained.

(...) The human side of punitive treatments sets itself to guarantee that the final punishment- for many still so difficult to share- would be just fair. Humanity can be considered to be born of a sign of respect for the dignity of humankind, from those who have made a mistake to the ones who have committed the most abject crimes.
It is not indulgence; it is not right; it is not impunity; it is not rhetoric or sophism. It is the best answer that humankind could conceive, without replicating that "evil" of which he himself is afflicted. An abomination that often characterizes human behavior regardless of distinctions of sex, race, language, religion, political opinions, personal and social conditions.
(...) The issue of the woman in prison is often forgotten, engulfed by the most pandemic as well as the chronic uncovered nerves by the overall Italian prison system, aggravating by gender inequality. The injustice most often suffered by women detained is the inability of the system to respect their specific gender needs. It is urgent to restore the minimum standards of dignity for women, inside the available treatment's activities, and to the possibility of maintaining relations with their families of origin (as provided in the Delegation to the Government for the reform of the Penitentiary Order, on the meritorious track marked by the General States of Criminal Execution).
The Association of Lawyers of Trento in collaboration with the Equal Opportunities Committee of the Association of Lawyers of Trento has organized a circle of events to outlook the urgency of a reform of the Italian Penitentiary system, overcoming gender discrimination in faro of a universal and fair form of correction. Andrea de Bertolini

(...) Discrimination against women in the penitentiaries is a fact, as can also be inferred from reading the administrative documents relating to the reform of the penitentiary system (referred to in law 103/2017), which consider unequal treatment reserved to women. Paradoxically, it seems that the small number of women in prison affects the rehabilitative function of the sentence negatively. For this reason, the Committee for equal opportunities together with the Council of the Bar Association of Trento proposes initiatives to raise awareness of the issue on the occasion of the eighth of March. In the art project 7 + 1 = 8 OUR PRISONS, seven female artists and one male artist, offer their works for the benefit and aim of involving the public on what is, first of all, a question of civil rights, essential in one rule of law. Beatrice Tomasoni