logo



ARTISTS EXHIBITIONS NEWS PUBLICATIONS CONTACT


NEBOJŠA DESPOTOVIĆ + VERONICA DE GIOVANELLI, LA TORRE MALUTTONA + MERCATO BABELICO
More


NEBOJŠA DESPOTOVIĆ + VERONICA DE GIOVANELLI
"LA TORRE MALUTTONA + MERCATO BABELICO"

Fondazione Malutta at Monitor Rome 
Palazzo Sforza Cesarini
via Sforza Cesarini 43a

20 giugno - 21 luglio 2018 | June 20th - July 21th, 2018

Artisti | Artists: Giuseppe Abate, Beatrice Alici, Giulia Andreis, Luisa Badino, Giulia Maria Belli, Giovanna Bonenti, Thomas Braida,Gino Blanc, Chiara Campanile, Marco Cassarà, Nina Ćeranić, Francesco Cima, Oscar Contreras Rojas, Nebojša Despotović, Veronica de Giovanelli, Fabio De Meo, Anna Facchetti, Nicola Facchini, Virginia Gabrielli, Enej Gala, Beatrice Gelmetti, Martino Genchi, Eric Gerini, Riccardo Giacomini, Marco Gobbi, Massimiliano Gottardi, Andrea Grotto, Dritan Hyska, Manuela Kokanović, Noëma Kosuth, Justine Luce, Iva Lulashi, Nicolas Magnant, Rachele Maistrello, Francesco Maluta, Cristiano Menchini, Luca Migliorino, Alice Modenesi, Valerio Nicolai, Anastasiya Parvanova, Edison Pashkaj, Giulio Peirè, Carolina Pozzi, Barbara Prenka, Paolo Pretolani, Mattia Sinigaglia, Marta Spagnoli, Danilo Stojanović, Maddalena Tesser, Emiliano Troco, Sulltane Tusha, Aleksander Velišček, Serena Vestrucci, Nežka Zama

IT
Monitor è felice di invitare per il secondo anno consecutivo Fondazione Malutta ad organizzare una mostra nei propri spazi. La Fondazione Malutta, fantasiosissimo nome che identifica un collettivo di circa quaranta artisti tra i 20 e i 35 anni di età, tutti provenienti da differenti contesti culturali e di formazione, opera principalmente nelle pratiche pittoriche, scultoree e alcolemiche.
Gli artisti coinvolti per questa seconda edizione del progetto condivideranno opere e pensieri all’interno di un concept che trae ispirazione dal mito della Torre di Babele, auspicante, per loro stessa definizione, una nuova età ironicamente regolata dal  “pensiero debole maluttiano”, ‘volto alla “pietas” nei confronti dei valori storici tramandati e alla realizzazione di un soggetto non unitario né subordinato all’autocoscienza logica, ma molteplice e poliedrico’.
In linea con questo approccio collaborativo e paritario fra le diverse pratiche, anche quest’anno, alla mostra si affiancherà il flea market che animerà la babelica (appunto) serata inaugurale della mostra.
Il nome Torre di “Babele” deriva dal termine ebraico “balal”, “con¬fondere”, e significa torre della confusione” in questo senso con la “Grande Torre” e il suo mercato “Babelico” Fondazione Malutta vuole portare alla luce archeologia pittorica, forma d’azione attiva che valorizzi caratteristiche di molteplicità, eterogeneità culturali che, con le proprie diversità e contraddizioni siano una  forza attiva critica, sabotativa e propulsiva allo stesso tempo.
In accordo con la ponderata sobrietà dell’intento, la Fondazione ricorda che Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Malutta, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. »

EN
Monitor is pleased to invite Fondazione Malutta to curate a show in the gallery’s spaces for the second year running. Fondazione Malutta, a fanciful name for a collective of some 40 artists from diverse cultural and educational backgrounds, between the ages of 20 and 35, works primarily in painting, sculpture and alcoholic practices.
The artists involved in the second edition of this collaborative project will present works and ideas inspired by the myth of the Tower of Babel, which, in their own words, they hope will mark a new age ironically regulated by a ‘weak Maluttian philosophy’, “with an emphasis on ‘pity’ or ‘pietas’ towards received historical values and to the realization of a subject matter which is neither unifying nor contingent on a logical self-awareness, but is multifarious and versatile.”

In line with this collaborative and equal approach to different practices, this year’s exhibition will also host a flea market during the Babelian opening of the show.