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EXTRACURRICOLAR ACTIVITY | January 21, 2012
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Extracurricular Activity @ Superfluo PD
One night show
Opening January 21, 2012 - from 7:00pm
via Annibale da Bassano, 1 - Padua
curated by Daniele Capra

Press Extracurricular Activity pdf

Artists:
Matteo Attruia / Lorenza Boisi / Stefano Calligaro / Juan Carlos Ceci / Giallo Concialdi / Nebojša Despotović / Emilio Fantin / Luca Francesconi / Paolo Gonzato / Sabina Grasso / Alban Hajdinaj / Bruno Kladar / Kensuke Koike / Federico Maddalozzo / Pietro Mele / Valentina Miorandi / Nicola Ruben Montini / Giovanni Morbin / Ivan Moudov / Nicola Nunziata / Cesare Pietroiusti / Mark Požlep / Ornaghi-Prestinari / Laura Santamaria / Anna Scalfi Eghenter / Michele Spanghero / Eugenia Vanni / Devis Venturelli / Asllan Zeneli /.

[italiano]
Cosa si chiede all’artista dei nostri giorni? Immagini, concetti o emozioni? Provocazioni per le masse o azioni di disturbo intellettuali per élites? Opere, testimonianze o reliquie? Corriva critica dell’esistente o sviluppo di un pensiero in grado di piegare il mondo senza piegarsi alla realtà? Se per Agamben contemporaneo è “colui che percepisce il buio del suo tempo come qualcosa che lo riguarda, e non cessa d’interpellarlo”, essere artista vuol dire essenzialmente accettare che gli infiniti tentativi per accendere la più flebile delle luci possano fallire senza che alcuno attorno si accorga nemmeno dello sforzo profuso nell’azione. L’artista è cioè colui che produce per vocazione, per spinta innata a fare qualcosa che resista al tempo, conscio che ogni volta in cui si arriva a mostrare qualcosa (in un evento espositivo, in un dibattito, con i colleghi, eccetera) avvenga un atto di esibizionismo: ci si fa vedere, compiacendosi per i muscoli e le cicatrici del proprio personale fight club artistico – costato ore di allenamento – come farebbe un pugile prima del combattimento. È questo quello che il mondo dell’arte vuole. In Extracurricural Activity si chiede invece all’artista di rilassarsi, si non avere ansie, pressioni per esporre un’opera che sia riconoscibile o coerente con il proprio lavoro. L’artista deve sentirsi libero di mostrare non ciò che deve essere esibito, bensì quelle opere che raccontano la propria essenza individuale, il proprio essere artista. Opere – ma anche oggetti o libri ecc. – che parlano di lui perché nascono nel recinto intimo e privato (privato prima di tutto dall’incombenza di essere in mostra), essendo cioè tutto quello che può essere interessante perché non è il frutto di agire da artista ma è esso stesso essere artista.

[english]
What do we ask the artists living in our days? Images, concepts or emotions? Provocations for the masses, or sharp actions for intellectual elites? Works, relics or evidence? The philosopher Agamben judged contemporary "the person who perceives the darkness of his time as something that concerns him, as something that never ceases to engage him". To be an artist means accept that the attempts to turn the lights on can fail and nobody around notices the efforts. So the artist is a person who works for the innate vocation to do something that can withstand time, aware that every time something is showed (in an exhibition, in a discussion with colleagues, etc.) there is an act of exhibitionism. The artist is like a boxer showing off his/her muscles and the scars of fights he/she had: this is what the art world wants.